Castello Sforzesco di Milano: le caratteristiche principali

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castello sforzesco Milano

Visitare una città ricca di storia come Milano è un sogno degli amanti delle metropoli e dalla grande moda. Sicuramente uno degli emblemi per antonomasia della sfavillante ed eccentrica città di Milano è sicuramente il Castello Sforzesco.

Un po’ di storia

In origine costruito per volontà di Francesco Sforza, sui resti di una fortificazione medievale del quattordicesimo secolo, si pone al centro di questa fantastica grande città. Con il passare degli anni, mutò costantemente divenendo tra il Cinquecento ed il Seicento una delle cittadelle militari maggiori in Italia e in Europa. Alla fine dell’Ottocento fu restaurato in stile storicista da Luca Beltrami, prendendo così le sembianze che ha oggi, sede di musei, archivi ed uffici.

Il castello sforzesco di Milano fu di massima ispirazione ai maggiori artisti che ebbero modo di visitare Milano negli anni non solo della costruzione, ma soprattutto quando fu centro strategico del Paese. Lo stesso Leonardo Da Vinci, voluto da Ludovico il Moro nel Quattrocento, ebbe modo di ammirarlo ed essere ispirato per i suoi progetti.

Le caratteristiche dell’edificio

Sicuramente ciò che rende riconoscibile il Castello Sforzesco è il suo profilo che si snoda sulla città di Milano. Tra le caratteristiche principali e più amate abbiamo sicuramente la Torre di Filarete.

Quest’ultima prende il nome dal suo architetto e costruttore Antonio Averulino, chiamato anche il Filarete, progettata nel 1452. Quello che più contraddistingue la torre è sicuramente il mattone rosso che accompagna tutta la struttura del Castello Sforzesco, ma le linee della torre sono eleganti, monumentali, tipiche di un periodo florido come il Quattrocento Italiano.

Sulla parte anteriore, troviamo degli inserti in marmo, aggiunti solo in un secondo momento, grazie all’intervento di architetti lombardi. Questa fu durante le guerre a seguire ridotta in cumuli di polvere e, solo in un secondo momento, ricostruita da Luca Beltrami esattamente come fu concepita in origine.

Aggiunse inoltre nella parte cubica della facciata della torre un orologio decorato con un sole raggiante ovviamente ispirato alle insegne sforzesche. Commissionò inoltre una statua del Sant’Ambrogio, posta nella nicchia, di ispirazione quattrocentesca.

Ci sono poi le quattro torrette merlate, aggiunte solo in un secondo momento rispetto al progetto originario: sono rivestite in sarizzo a punta di diamante, opera di Bartolomeo Gadio.

Le mura che rendono comunicanti le torrette sono spesse circa sette metri. Davvero notevole se pensiamo che la struttura era posta al centro della città.

Il cortile delle armi, immenso e grandioso, rende evidente la pianta quadrata dell’intera struttura. Oggi conserva tutti i reperti di una Milano antica, proprio come se fosse un museo a cielo aperto. Frammenti di statue, sarcofagi, resti architettonici decorano elegantemente l’immenso cortile, il quale al primo impatto spiazza i visitatori.

La Ponticella rende accessibile il castello. Voluta da Ludovico il Moro e progettata da Bramante, risulta essere un arioso edificio posto proprio sopra il fossato composto da un portico e tre salette. Una di queste salette in particolare, è a noi nota in quanto Ludovico il Moro, dopo la morte prematura della moglie Beatrice D’Este, vi si rifugiò immerso nel dolore. Le decorazioni di queste salette furono affidate a Leonardo Da Vinci, ma purtroppo oggi non sono più ammirabili.

Il cortile della Rocchetta era la parte più interna e protetta del castello, posto strategico per i duchi quando la struttura veniva posta sotto attacco dai nemici. A primo impatto ha un aspetto austero, severo, grazie anche ad una facciata verso l’esterno priva di finestre, ma entrando al suo interno notiamo che questo dettaglio risulta essere ammorbidito grazie alla presenza di tre ali del portico. Il colonnato di questo piccolo chiostro presenta stemmi viscontei. Tutte queste bellezze non fanno altro che far venir voglia di visitare Milano!