Origini dell’anguria: dal deserto africano all’Europa

Le origini dell’anguria sono da far risalire al deserto del Kalahari, dove, secondo le notizie riportate dall’esploratore David Livingstone, il frutto cresceva in abbondanza spontaneamente. Nel deserto veniva conosciuto con il nome Tsamma.

L’anguria era conosciuta anche nell’antico Egitto, dove a quasi 5.000 anni fa fu documentato da alcuni geroglifici il primo raccolto. Gli antichi Egiziani erano soliti deporre nelle tombe dei faraoni l’anguria, come mezzo di sostentamento per l’al di là.

L’anguria fu portata in Europa nel XIII secolo, in seguito all’invasione dei Mori.

Presso gli Tswana, una popolazione del Botswana, l’anguria è considerata una pianta sacra dalle foglie purificanti. Il popolo utilizzano l’anguria per le purificazioni che vengono messe in atto all’inizio del nuovo anno, in un giorno che viene stabilito dal capotribù. Si svolge un rito a cui partecipano tutti gli uomini adulti, i quali schiacciano le foglie dell’anguria, chiamata lerotse.

Con il succo che ne ottengono si cospargono gli alluci e l’ombelico. Ogni uomo poi, presso la propria abitazione, spalma il succo su tutti i membri della famiglia. A questo punto, avvenuta la purificazione, gli Tswana possono consumare i nuovi raccolti.

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