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Camera delle meraviglie: a Palermo il mistero della stanza araba

La camera delle meraviglie a Palermo è veramente un mistero. La stanza araba, che è stata scoperta nell’appartamento del centro storico dei giornalisti Valeria Giarrusso e Giuseppe Cadili, sta suscitando un ampio dibattito. Sono stati scoperti, infatti, all’interno di questa stanza in via Porta di Castro, degli interessanti motivi decorativi arabeggianti. La stanza è colorata interamente di tonalità che si ispirano al blu.

Secondo gli studiosi che hanno avuto modo di visitare questa stanza, si tratterebbe di una testimonianza rilevante che indicherebbe il passaggio della cultura araba in Sicilia. Anche gli studiosi stranieri si sono interessati alla scoperta effettuata a Palermo e tre ricercatori dell’Università di Bonn hanno condotto una ricerca, per ricostruire in maniera particolareggiata tutti i simboli presenti nella stanza.

Un luogo segreto

I giornalisti che possiedono l’appartamento hanno scoperto la stanza araba per caso, durante dei lavori di restauro. Da ciò che appare, sembrerebbe che la camera risalga al XIX secolo. Si sarebbe trattato di un luogo segreto, in cui sarebbero stati celebrati dei riti di carattere magico ed esoterico. Non si esclude nemmeno un collegamento con la massoneria.

Gli studiosi più eminenti pensano che il proprietario della stanza araba sia stato un mago, che avrebbe compiuto in questa camera dei riti iniziatici collegati alla massoneria o all’esoterismo islamico. I ricercatori hanno notato che sulle pareti sono stati ripetuti vari simboli: si sarebbe trattato di un modo, secondo la concezione magica, per imprigionare le forze del bene ed evitare che fuggissero dalla stanza.

I simboli

Sulle quattro pareti è stata notata una scritta, che può sembrare araba e che si ripete all’infinito. Gli esperti, però, ritengono che non si tratta soltanto di arabo, ma di una scritta composta da una mescolanza di lettere siriache ed arabe. La scritta non avrebbe senso logico. Probabilmente si tratterebbe di una formula magica.

Sulle pareti e sulla volta della stanza è ripetuto il numero 7. Anche questo è un elemento che fa pensare al collegamento con la massoneria, perché, proprio in tale ambito, questo numero assume un contenuto simbolico molto elevato. Le decorazioni di questa camera erano sepolte sotto quattro strati di colore: il rosa realizzato negli anni ’60-’70, il bianco degli anni ’50-’60, il beige che risale a circa il 1910 e il grigio azzurro che risalirebbe ad un periodo compreso tra la fine dell’800 e gli inizi del 900.