venerdì 25 aprile 2014

Santa Lucia 2013: tradizioni della luce dal solstizio d’inverno agli occhi

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Santa Lucia 2013 ripropone delle tradizioni che affondano le loro radici nel tempo e che, a ben vedere, presentano uno stretto legame con la luce e con tutto l’insieme dei simboli ad essa connessi. Nello specifico nella festa di Santa Lucia 2012 possiamo rintracciare molti collegamenti con il solstizio d’inverno e con gli occhi, anch’essi collocabili nel campo “culturale” della luce.

Santa Lucia 2013 con le sue tradizioni gastronomiche in Sicilia richiama in tutto e per tutto la dimensione della luminosità, a partire dalla cuccia. Quest’ultima non fa altro che ricordare, nella forma dei chicchi di grano utilizzati per la sua preparazione, proprio gli occhi.

D’altronde non dobbiamo dimenticare che Santa Lucia è la protettrice degli occhi e della vista. Proprio alla Santa la tradizione popolare si appella per preservare l’integrità della vista. Gli occhi e la vista sono legati in maniera inestricabile alla dimensione della luce e della luminosità: gli occhi riflettono la luce e permettono di cogliere la chiarezza della realtà circostante.

La percezione della luce è proprio legata al senso della vista. Ma c’è di più, perché non si tratta solo di un livello simbolico teorico. C’è proprio tutta una dimensione del tempo connessa al giorno della festività di Santa Lucia.

La festa di Santa Lucia, prima che venisse introdotta nella sua ricorrenza ufficiale nel calendario del 1580, veniva celebrata il 21 dicembre, il giorno del solstizio d’inverno, che può essere considerato a tutti gli effetti il giorno più corto dell’anno, quello con un minore numero di ore di luce.

Ci troviamo in un periodo dell’anno molto particolare, in cui le ore di luce cominciano a diminuire, lasciando uno spazio più ampio al buio.

Anche se oggi, meno attenti ai ritmi naturali, facciamo meno caso a questo “accorciarsi” delle giornate, nei tempi antichi sicuramente l’alternanza della luce e del buio assumeva molto importanza.

L’aumento delle ore del buio suscitava una certa inquietudine, specialmente nell’epoca in cui non si poteva fare affidamento sull’elettricità. La notte era piena di minacce e di pericoli e soggetta, secondo le credenze magiche, a forze oscure e misteriose, in grado di trasportare nella dimensione dell’ignoto e dell’irrazionale, del caos che tende a prevalere sull’ordine costituito.

E’ logico quindi che si tentasse, mediante la predisposizione di un rito festivo, di esorcizzare la paura, allontanando le forze oscure e ritenute malefiche.

Basti pensare a quanto succede in Svezia, dove, fin dall’alba del 13 dicembre, si possono vedere numerose bambine che portano sulla testa corone di candele accese e che sono vestite di bianco, colore della luce per eccellenza.

Foto di Giuseppe Bonaccorso

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